Pronuncia, alfabeto e ortografia

النطق والأبجدية والإملاء (Pronuncia, alfabeto e ortografia): حروف الأبجدية الإيطالية وأسماؤها، وأصوات c و g و sc و gn و gl و z و s، والحروف المضعّفة، والنبر المكتوب (è و é و perché و città)، والفاصلة العليا (l'amica، un amico، qual è، po')، والحروف الكبيرة وعلامات الترقيم.

يتكوّن الدرس من 6 أجزاء: 1. L'alfabeto italiano e le vocali، 2. Le lettere C e G: suono duro e suono dolce، 3. I gruppi SC, GN, GL e le lettere Z e S، 4. Le consonanti doppie، 5. L'accento tonico e l'accento grafico، 6. Apostrofo, troncamento, maiuscole e punteggiatura.

1. L'alfabeto italiano e le vocali

L'alfabeto italiano

L'alfabeto italiano ha 21 lettere: 5 vocali (a, e, i, o, u) e 16 consonanti. Ogni lettera ha un nome, che serve quando dobbiamo dire come si scrive una parola.

| Lettera | Nome | Esempio | |---|---|---| | A a | a | *amico* | | B b | bi | *bambino* | | C c | ci | *casa*, *cena* | | D d | di | *dente* | | E e | e | *estate* | | F f | effe | *famiglia* | | G g | gi | *gatto*, *gelato* | | H h | acca | *ho*, *hanno* | | I i | i | *isola* | | L l | elle | *luna* | | M m | emme | *madre* | | N n | enne | *nonno* | | O o | o | *ora* | | P p | pi | *padre* | | Q q | cu | *quaderno* | | R r | erre | *rosa* | | S s | esse | *sole* | | T t | ti | *tavolo* | | U u | u | *uva* | | V v | vu (o vi) | *viaggio* | | Z z | zeta | *zaino* |

Le cinque lettere straniere

Le lettere j, k, w, x, y non fanno parte dell'alfabeto tradizionale: si trovano solo in parole di origine straniera e in alcuni nomi propri. Con queste lettere si arriva a 26.

| Lettera | Nome | Esempio | |---|---|---| | J j | i lunga | *jeans*, *judo* | | K k | cappa | *kiwi* | | W w | doppia vu | *web* | | X x | ics | *taxi*, *xilofono* | | Y y | ipsilon (o i greca) | *yogurt* |

Fare lo spelling

Al telefono, a scuola o in un ufficio ti possono chiedere: «Come si scrive?». Allora devi dire le lettere una per una. Per evitare confusioni gli italiani usano spesso i nomi delle città: *A come Ancona, B come Bologna, M come Milano, N come Napoli, R come Roma, T come Torino, V come Venezia*.

  • *Come ti chiami?* — *Mi chiamo Yasmine.*
  • *Come si scrive?* — *Ipsilon, a, esse, emme, i, enne, e.*

L'italiano si legge come si scrive

In italiano quasi ogni lettera corrisponde a un suono. Per questo si dice che l'italiano si legge come si scrive.

  • Tutte le vocali si pronunciano, anche alla fine della parola: *pane* (pa-ne), *notte* (not-te), *grande* (gran-de).
  • Non ci sono vocali nasali come in francese: in *con*, *bambino*, *lingua* la **n** si sente chiaramente.
  • La **u** si pronuncia sempre come «ou» in francese: *luna*, *uva*, *tutto*. Il suono francese di *lune* non esiste in italiano.

La lettera H: muta, ma importante

La h non si pronuncia mai. Serve a due cose:

  • nei gruppi **ch** e **gh** indica il suono duro (*chiave*, *spaghetti*): lo vediamo nella parte 2;
  • distingue quattro forme del verbo **avere** da parole che si pronunciano nello stesso modo.

| Con h (verbo avere) | Senza h | Esempi | |---|---|---| | ho | o (oppure) | *Ho fame.* / *Tè o caffè?* | | hai | ai (a + i) | *Hai sete?* / *Scrivo ai miei nonni.* | | ha | a (preposizione) | *Amina ha sedici anni.* / *Vado a scuola.* | | hanno | anno (nome) | *Hanno una casa grande.* / *Quest'anno studio molto.* |

Trucco: se al posto della parola puoi mettere un'altra forma di avere (per esempio *aveva* o *avevano*), allora ci vuole la h.

Le vocali: cinque lettere, sette suoni

Le vocali a, i, u hanno un solo suono. Invece e e o, quando sono accentate, possono essere aperte o chiuse:

  • **è** aperta: *è*, *caffè*, *bello*
  • **é** chiusa: *perché*, *nero*
  • **ò** aperta: *però*, *notte*
  • **ó** chiusa: *sole*, *nome*

Questa differenza cambia da una regione all'altra. Nella scrittura si vede solo quando l'accento si scrive sulla vocale finale (*caffè*, *perché*): ne parliamo nella parte 5.

Errori frequenti

L'arabo ha tre vocali; per questo molti alunni confondono e con i e o con u. Ma in italiano cambiano il significato:

  • *mese* (mois) — *mise* (il mit)
  • *torno* (je reviens) — *turno* (tour, service)

Anche p e b sono due suoni diversi:

  • *pasta* (pâtes) — *basta* (ça suffit)
  • *pere* (poires) — *bere* (boire)

Attenzione: non scrivere *a* al posto di *ha* (*Mia sorella ha diciotto anni*), né *anno* al posto di *hanno* (*I miei cugini hanno una macchina*).

2. Le lettere C e G: suono duro e suono dolce

Due suoni per la C e per la G

Le lettere c e g hanno due suoni:

  • il **suono duro**: la c di *casa* e la g di *gatto*;
  • il **suono dolce**: la c di *cena* e la g di *gelato*.

Il suono dipende dalla lettera che segue. Davanti ad a, o, u il suono è duro; davanti a e, i il suono è dolce.

La tabella da imparare

| Grafia | Suono | Esempi | |---|---|---| | ca, co, cu | duro (come k) | *casa*, *cosa*, *cultura* | | che, chi | duro (come k) | *anche*, *perché*, *chiave*, *chilo* | | ce, ci | dolce (come in *ciao*) | *cena*, *dolce*, *cinema*, *città* | | cia, cio, ciu | dolce (la i non si sente) | *ciao*, *arancia*, *cioccolato*, *ciuffo* | | ga, go, gu | duro (come in *gatto*) | *gatto*, *gonna*, *gusto* | | ghe, ghi | duro (come in *gatto*) | *spaghetti*, *laghi*, *ghiaccio* | | ge, gi | dolce (come in *gelato*) | *gelato*, *gente*, *giro*, *Algeria* | | gia, gio, giu | dolce (la i non si sente) | *giallo*, *giorno*, *giusto* |

Due regole riassumono tutto:

  • la **h** dopo c e g rende duro il suono davanti a e, i: *chi*, *che*, *ghiaccio*;
  • la **i** dopo c e g rende dolce il suono davanti ad a, o, u, e di solito non si pronuncia: *ciao* ha due sillabe (*cia-o*), *giorno* ha due sillabe (*gior-no*).

Attenzione, francofoni!

In francese il gruppo «ch» si legge come in *chat*. In italiano ch si legge sempre come k: *chilo*, *chiesa*, *macchina*. Il suono del francese *chat* in italiano si scrive sc davanti a e, i (*pesce*, *uscire*): lo vediamo nella parte 3.

Q oppure CU?

Il suono «kw» si scrive quasi sempre qu: *quando*, *questo*, *quaderno*, *qualche*, *quindi*. Dopo la q c'è sempre la u.

Poche parole molto comuni si scrivono invece con cu: *cuore*, *cuoco*, *scuola*, *cuocere*. Il gruppo cq si trova in *acqua* e in poche altre parole (*acquistare*, *acquisto*). *Soqquadro* (*mettere a soqquadro*) è quasi l'unica parola con la doppia qq.

C e G nei plurali

Nomi e aggettivi in -ca e -ga

Al femminile il plurale è sempre in -che e -ghe, per conservare il suono duro:

  • *amica* → *amiche*
  • *banca* → *banche*
  • *lunga* → *lunghe*
  • *la collega* → *le colleghe* (al maschile: *i colleghi*)

Nomi e aggettivi in -co e -go

  • Parole accentate sulla penultima sillaba: di solito **-chi**, **-ghi**: *fuoco* → *fuochi*, *tedesco* → *tedeschi*, *lago* → *laghi*, *albergo* → *alberghi*. Eccezioni da ricordare: *amico* → *amici*, *nemico* → *nemici*, *greco* → *greci*.
  • Parole accentate sulla terzultima sillaba: di solito **-ci**, **-gi**: *medico* → *medici*, *simpatico* → *simpatici*, *psicologo* → *psicologi*. Ma: *dialogo* → *dialoghi*, *catalogo* → *cataloghi*.

Nomi in -cia e -gia (con la i non accentata)

  • Se prima di c o g c'è una vocale: **-cie**, **-gie**: *camicia* → *camicie*, *valigia* → *valigie*.
  • Se prima di c o g c'è una consonante: **-ce**, **-ge**: *arancia* → *arance*, *spiaggia* → *spiagge*, *provincia* → *province*.
  • Se la i è accentata, resta sempre: *farmacia* → *farmacie*, *bugia* → *bugie*.

C e G nei verbi

| Infinito | tu (presente) | noi (presente) | io (futuro) | |---|---|---|---| | cercare | cerchi | cerchiamo | cercherò | | pagare | paghi | paghiamo | pagherò | | giocare | giochi | giochiamo | giocherò | | cominciare | cominci | cominciamo | comincerò | | mangiare | mangi | mangiamo | mangerò |

I verbi in -care e -gare aggiungono la h davanti a e, i per conservare il suono duro. I verbi in -ciare e -giare perdono la i davanti a e, i, perché la e e la i bastano a dare il suono dolce.

Errori frequenti

  • *ciave* → **chiave**
  • *spagetti* → **spaghetti**
  • *amice* → **amiche**
  • *lagi* → **laghi**
  • *tu cerci* → **tu cerchi**
  • *mangierò* → **mangerò**
  • *mangiiamo* → **mangiamo**

3. I gruppi SC, GN, GL e le lettere Z e S

Il gruppo SC

| Grafia | Suono | Esempi | |---|---|---| | sce, sci | come «ch» nel francese *chat* | *pesce*, *scena*, *uscire*, *sci*, *conoscere* | | scia, scio, sciu | come «ch» nel francese *chat* (la i non si sente) | *sciarpa*, *lasciare*, *sciopero*, *asciugamano* | | sca, sco, scu | s + k | *scala*, *scuola*, *scusa* | | sche, schi | s + k | *schema*, *schiena*, *scherzo*, *tedeschi* |

Il principio è lo stesso della c: la h rende duro il suono, la i lo rende dolce. Confronta:

  • *pesce* (poisson) — *pesche* (pêches)
  • *scena* (scène) — *schema* (schéma)

Il gruppo GN

Il gruppo gn ha un solo suono, come in francese *montagne* o *Espagne*:

  • *bagno*, *sogno*, *ogni*, *lavagna*, *montagna*, *Spagna*, *insegnante*, *gnocchi*

Dopo gn di solito non si scrive la i: *campagna*, non *campagnia*. Ma attenzione: *compagnia* è un'altra parola, con la i accentata che si pronuncia (com-pa-gni-a).

Il gruppo GL

Davanti alla i, il gruppo gl ha un suono speciale, che non esiste né in arabo né in francese:

  • *figlio*, *famiglia*, *moglie*, *aglio*, *luglio*, *biglietto*, *voglio*, *gli*

Molte parole francesi in -ille o -eil corrispondono a parole italiane in -iglia o -iglio:

  • *famille* → *famiglia*
  • *fille* → *figlia*
  • *bouteille* → *bottiglia*
  • *conseil* → *consiglio*
  • *merveille* → *meraviglia*

Davanti ad a, e, o, u, invece, gl si legge come in francese: *globo*, *gloria*, *inglese*. Davanti alla i ci sono però poche eccezioni con il suono di *globo*: *glicine*, *anglicano*, *negligente*.

Attenzione: li e gli non sono la stessa cosa. *Olio* (huile) si scrive con li, *aglio* (ail) con gli; *Italia* con li, *figlia* con gli.

La lettera Z

La z ha due suoni: uno sordo, come «ts» (*zio*, *grazie*, *pizza*, *nazione*), e uno sonoro, come «dz» (*zero*, *zona*, *azzurro*, *romanzo*). La pronuncia cambia anche da regione a regione; per la scrittura contano due regole:

  • nei gruppi **-zione**, **-zia**, **-zie**, **-zio** si scrive una sola z: *nazione*, *stazione*, *lezione*, *polizia*, *grazie*, *silenzio*. L'eccezione più comune è *pazzia*, che viene da *pazzo*;
  • tra due vocali la z è spesso doppia: *pizza*, *piazza*, *ragazzo*, *mezzo*, *azzurro*, e i verbi in **-izzare**: *organizzare*, *realizzare*, *utilizzare* (in francese *organiser*, *réaliser*, *utiliser*).

La lettera S

  • **S sorda** (come in francese *soleil*): all'inizio di parola davanti a vocale (*sole*, *sera*, *sale*), davanti a c, f, p, q, t (*scuola*, *sport*, *studente*, *squadra*), e sempre quando è doppia (*rosso*, *passo*, *classe*).
  • **S sonora** (come in francese *rose*): davanti a b, d, g, l, m, n, r, v (*sbaglio*, *slitta*, *smettere*, *sveglia*).
  • **S tra due vocali** (*casa*, *cosa*, *rosa*): la pronuncia cambia da regione a regione ed è accettata in tutti e due i modi.

La s impura e gli articoli

La s seguita da una consonante si chiama s impura. Come la z e il gruppo gn, vuole gli articoli lo, uno, gli:

  • *lo studente*, *uno sport*, *gli studenti*
  • *lo zio*, *lo zaino*, *gli zaini*
  • *lo gnocco*, *gli gnocchi*

Errori frequenti

  • *familia* → **famiglia**
  • *nazzione* → **nazione**
  • *organizare* → **organizzare**
  • *il studente* → **lo studente**
  • *pesche* al posto di *pesce* quando si parla del pesce

4. Le consonanti doppie

Che cos'è una consonante doppia

In italiano quasi tutte le consonanti possono essere doppie: *mamma*, *nonno*, *pizza*, *oggi*, *anno*. La consonante doppia si pronuncia più lunga e più forte, e la vocale che viene prima è più breve. È un fenomeno simile alla shadda dell'arabo.

Se non pronunci la doppia, cambi la parola. Ecco alcune coppie minime:

| Consonante semplice | Significato | Consonante doppia | Significato | |---|---|---|---| | *caro* | cher | *carro* | chariot | | *nono* | neuvième | *nonno* | grand-père | | *sete* | soif | *sette* | sept | | *capello* | cheveu | *cappello* | chapeau | | *casa* | maison | *cassa* | caisse | | *sono* | je suis | *sonno* | sommeil | | *pena* | peine | *penna* | stylo | | *note* | notes | *notte* | nuit | | *rosa* | rose | *rossa* | rouge (f.) | | *copia* | copie | *coppia* | couple | | *pala* | pelle | *palla* | ballon |

Esempi:

  • *Ho sete: vorrei un bicchiere d'acqua.*
  • *Mio fratello ha sette anni.*
  • *Il nonno porta sempre un cappello nero.*
  • *Sono stanco e ho molto sonno.*

Dove troviamo spesso le doppie

  • **Suffissi**: *-etto*, *-etta* (*casetta*, *libretto*), *-ello*, *-ella* (*fratello*, *sorella*), *-issimo* (*bellissimo*, *buonissimo*).
  • **Parole composte**: *davvero* (da + vero), *soprattutto* (sopra + tutto), *oppure* (o + pure), *eppure* (e + pure), *cosiddetto* (così + detto).
  • **Verbi**: *abbiamo*, *dobbiamo*, *vorrei*; nel futuro *vorrò*, *verrò*, *berrò*, *terrò*, *rimarrò* hanno la doppia r, mentre *potrò*, *dovrò*, *andrò*, *saprò* hanno una sola r.
  • **Imperativo con pronome**: *da'* + *mi* = *dammi*, *fa'* + *lo* = *fallo*, *di'* + *lo* = *dillo*, *va'* + *ci* = *vacci*. Il pronome *gli* invece non raddoppia: *dagli*, *digli*.

Il francese ci aiuta

Molti gruppi di consonanti del francese (e del latino) diventano in italiano una consonante doppia:

| Francese | Italiano | Gruppo | |---|---|---| | *acteur*, *docteur* | *attore*, *dottore* | ct → tt | | *septembre* | *settembre* | pt → tt | | *maximum*, *luxe* | *massimo*, *lusso* | x → ss | | *absolu* | *assoluto* | bs → ss | | *admirer*, *admettre* | *ammirare*, *ammettere* | dm → mm | | *aventure*, *avocat* | *avventura*, *avvocato* | latino adv → vv |

Il francese ci inganna

Altre parole hanno la doppia in italiano ma non in francese:

  • *café* → **caffè**
  • *image* → **immagine**
  • *raconter* → **raccontare**
  • *abandonner* → **abbandonare**
  • *académie* → **accademia**
  • *agressif* → **aggressivo**
  • *galerie* → **galleria**

E altre hanno la doppia in francese ma non in italiano:

  • *communiquer* → **comunicare**
  • *communauté* → **comunità**
  • *personnel* → **personale**
  • *traditionnel* → **tradizionale**
  • *professionnel* → **professionale**

Errori frequenti

  • *ragazo* → **ragazzo**
  • *areo* → **aereo** (prima della r ci sono due vocali, *a* ed *e*: *a-e-re-o*)
  • *ogi* → **oggi**
  • *eccezzione* → **eccezione** (doppia c, una sola z)
  • *verò* → **verrò** (futuro di venire)
  • *capello* al posto di *cappello* quando si parla di un cappello

5. L'accento tonico e l'accento grafico

L'accento tonico

In ogni parola di due o più sillabe c'è una sillaba pronunciata con più forza: è la sillaba tonica. Secondo la sua posizione, le parole si dividono così (la sillaba tonica è in neretto):

| Tipo | Sillaba tonica | Esempi | |---|---|---| | parole piane | penultima | ca-sa, a-mi-co, ra-gaz-zo | | parole sdrucciole | terzultima | ta-vo-lo, me-di-co, mu-si-ca | | parole tronche | ultima | cit-tà, caf-fè, per-ché | | parole bisdrucciole | quartultima | a-bi-ta-no, te-le-fo-na-no |

La maggior parte delle parole italiane è piana. Nei verbi, la terza persona plurale conserva l'accento della terza singolare: *abita* → *abitano*, *telefona* → *telefonano* (non *abitàno*).

L'accento grafico: quando si scrive

Di solito l'accento non si scrive. È obbligatorio solo in tre casi.

  • **Parole tronche di due o più sillabe**: *città*, *università*, *libertà*, *perché*, *caffè*, *virtù*, *così*, *però*, *lunedì*, *ventitré*.
  • **Alcuni monosillabi che finiscono con due vocali e hanno l'accento sull'ultima**: *più*, *può*, *già*, *giù*, *ciò*. Ma **qui** e **qua** non hanno mai l'accento.
  • **Monosillabi che si confonderebbero con un'altra parola** (vedi la tabella più sotto).

Gli altri monosillabi non hanno l'accento: *blu*, *re*, *tre*, *su*, *so*, *sto*, *sta*, *fa*, *va*, *do*, *me*, *fu*, *no*, *tra*, *fra*.

Accento grave o accento acuto?

  • Su **a, i, o, u** si usa l'accento **grave**: *città*, *così*, *però*, *più*, *virtù*.
  • Sulla **e** ci sono due accenti: **è** grave, per la e aperta (*è*, *caffè*, *tè*, *cioè*); **é** acuto, per la e chiusa (*perché*, *poiché*, *affinché*, *benché*, *né*, *sé*, *ventitré*, *trentatré*).

Trucco: le parole in -ché hanno sempre l'accento acuto.

La È maiuscola si scrive con l'accento, non con l'apostrofo: *È vero*, non *E' vero*.

Monosillabi: con o senza accento?

| Con accento | Significato | Senza accento | Significato | |---|---|---|---| | è | verbo essere | e | congiunzione | | dà | verbo dare | da | preposizione | | là | avverbio di luogo | la | articolo o pronome | | lì | avverbio di luogo | li | pronome | | sì | risposta affermativa | si | pronome | | né | congiunzione negativa | ne | pronome o avverbio | | sé | pronome riflessivo | se | congiunzione | | tè | bevanda | te | pronome |

Esempi:

  • *Mio padre è medico e mia madre è insegnante.*
  • *Il nonno dà un regalo a Sara; il pacco arriva da Milano.*
  • *La borsa è là, sul tavolo.*
  • *Li vedo lì, davanti alla scuola.*
  • *Sì, si chiama Karim.*
  • *Non ho né fame né sete.*
  • *Quante mele vuoi? Ne voglio due.*
  • *Se vuoi, vieni con noi.*
  • *Marco pensa solo a sé.*
  • *Questo tè è per te.*

Accenti facoltativi

In poche parole si può scrivere l'accento per evitare un equivoco, ma non è obbligatorio: *àncora* (ancre) e *ancóra* (encore), *prìncipi* (princes) e *princìpi* (principes).

Errori frequenti

  • *perchè* → **perché** (accento acuto)
  • *citta* → **città** (sulla parola tronca l'accento è obbligatorio)
  • *quì*, *quà* → **qui**, **qua**
  • *fà*, *stà*, *và* → **fa**, **sta**, **va**
  • *sù*, *blù*, *trè* → **su**, **blu**, **tre**
  • *ventitre* → **ventitré**
  • *E'* → **È**
  • *pò* → **po'** (con l'apostrofo: vedi la parte 6)

6. Apostrofo, troncamento, maiuscole e punteggiatura

L'elisione: l'apostrofo al posto di una vocale

Quando una parola finisce con una vocale e la parola seguente comincia con una vocale, la prima vocale spesso cade. Al suo posto si scrive l'apostrofo, senza spazio dopo: *l'amico*, non *l' amico*.

| Parola | Davanti a vocale | Esempi | |---|---|---| | lo, la | l' | *l'amico*, *l'uomo*, *l'amica*, *l'acqua*, *l'ora* | | una | un' | *un'amica*, *un'isola*, *un'ora* | | dello, della | dell' | *dell'anno*, *dell'acqua* | | allo, alla, dallo, nella, sullo | all', dall', nell', sull' | *all'università*, *dall'Italia*, *nell'aula*, *sull'albero* | | questo, questa | quest' | *quest'anno*, *quest'estate* | | quello, quella | quell' | *quell'uomo*, *quell'amica* | | ci | c' (davanti a e) | *c'è*, *c'era* | | di | d' (in alcune espressioni) | *d'accordo*, *d'estate*, *d'oro* | | come, dove, anche | com', dov', anch' | *com'è*, *dov'è*, *anch'io* |

Al plurale gli e le di solito non si apostrofano: *gli amici*, *gli italiani*, *le amiche*, *le ore*.

Un amico o un'amica?

  • Davanti a un nome **maschile** si scrive **un**, senza apostrofo: *un amico*, *un uomo*, *un albero*. Qui non c'è elisione: *un* è la forma tronca di *uno*, che si usa anche davanti a consonante (*un libro*).
  • Davanti a un nome **femminile** che comincia per vocale si scrive **un'**, con l'apostrofo: *un'amica*, *un'isola*, *un'ora*.

Trucco: se al femminile diresti *una* (*una ragazza*), davanti a vocale scrivi *un'*. Per questo:

  • *un insegnante* (un enseignant) — *un'insegnante* (une enseignante)
  • *un artista* (un homme) — *un'artista* (une femme)
  • *un buon amico* — *una buon'amica*
  • *nessun amico* — *nessun'amica*

Il troncamento: quando non serve l'apostrofo

Nel troncamento cade la vocale finale (o l'ultima sillaba) anche davanti a una consonante. Di regola non si scrive l'apostrofo:

  • *un ragazzo*, *buon giorno*, *il signor Rossi*, *il professor Bianchi*, *nessun problema*
  • **qual è**, *qual era*: sempre senza apostrofo, perché *qual* esiste anche davanti a consonante (*Qual buon vento ti porta?*)

Pochi troncamenti si scrivono invece con l'apostrofo:

  • **po'** (da *poco*): *un po' di pane*, *sono un po' stanco*. Mai *pò* e mai *po* senza apostrofo.
  • l'imperativo di tu: **va'**, **fa'**, **da'**, **sta'**, **di'**: *Di' la verità!*, *Fa' attenzione!*

Le maiuscole

Si scrive la maiuscola:

  • all'inizio di una frase e dopo il punto, il punto interrogativo e il punto esclamativo;
  • nei nomi di persona e di luogo: *Karim*, *Algeri*, *Orano*, *Roma*, *l'Italia*, *l'Algeria*, *la Sicilia*, *le Alpi*;
  • nei nomi delle feste e delle ricorrenze religiose: *Natale*, *Pasqua*, *Ramadan*;
  • spesso nelle forme di cortesia di una lettera formale: *La ringrazio*, *Le scrivo*.

Si scrive invece la minuscola, diversamente dall'inglese:

  • nei giorni e nei mesi: *lunedì*, *sabato*, *gennaio*, *settembre*;
  • nelle lingue e negli aggettivi di nazionalità: *studio l'italiano e l'arabo*, *un ragazzo algerino*, *la cucina italiana*;
  • nel pronome **io**, quando non è all'inizio della frase (*Domani io parto*);
  • nei titoli davanti al nome: *il signor Rossi*, *il professor Bianchi*.

La punteggiatura

| Segno | Nome | Uso principale | |---|---|---| | . | punto | fine di una frase | | , | virgola | pausa breve, elenco | | ; | punto e virgola | pausa più lunga | | : | due punti | spiegazione, elenco, discorso diretto | | ? | punto interrogativo | domanda | | ! | punto esclamativo | esclamazione, ordine | | ... | puntini di sospensione | frase lasciata in sospeso | | « » | virgolette | discorso diretto, citazione |

Attenzione alle abitudini del francese

  • In italiano **non** si mette lo spazio prima di punto e virgola, due punti, punto interrogativo e punto esclamativo: si scrive *Come stai?*, non *Come stai ?*
  • Le virgolette si scrivono senza spazi interni: «Ciao», non « Ciao ».
  • La domanda può avere lo stesso ordine delle parole dell'affermazione; cambia solo l'intonazione: *Karim è a casa.* / *Karim è a casa?*
  • In una lettera, dopo *Caro Marco,* si va a capo e si continua con la minuscola: *ti scrivo da Algeri.*

Errori frequenti

  • *qual'è* → **qual è**
  • *un'amico* → **un amico**
  • *un pò* → **un po'**
  • *l' acqua* → **l'acqua**
  • *a Settembre* → **a settembre**
  • *studio l'Italiano* → **studio l'italiano**
  • *Come stai ?* → **Come stai?**

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