I pronomi indiretti e i pronomi combinati
يشرح هذا الدرس «I pronomi indiretti e i pronomi combinati» أي ضمائر المفعول غير المباشر والضمائر المركّبة: أشكالها، والأفعال التي تتطلّبها مثل dare و telefonare و piacere، وموضعها مع الأفعال الناقصة، وعدم مطابقة اسم المفعول معها، ثمّ الضمائر المركّبة مثل glielo، وهي من قواعد الوحدة السادسة «Lo sport».
يتكوّن الدرس من 6 أجزاء: 1. Che cosa sono i pronomi indiretti، 2. I verbi che reggono il complemento di termine، 3. Piacere, sembrare, mancare e i verbi simili، 4. La posizione del pronome indiretto e i verbi modali، 5. Diretto o indiretto? Tempi composti e accordo del participio، 6. I pronomi combinati: me lo, te lo, glielo.
1. Che cosa sono i pronomi indiretti
Complemento oggetto e complemento di termine
Nella frase *L'allenatore dà la palla a Karim* ci sono due complementi diversi:
- *la palla* risponde alla domanda **che cosa?**: è il **complemento oggetto** (o complemento diretto) e non ha preposizione;
- *a Karim* risponde alla domanda **a chi?**: è il **complemento di termine** (o complemento indiretto) ed è introdotto dalla preposizione **a**.
Per non ripetere un nome, l'italiano sostituisce il complemento di termine con un pronome indiretto. Il pronome indiretto contiene già il significato della preposizione «a»: *gli* vuol dire «a lui», *le* vuol dire «a lei», *ci* vuol dire «a noi».
- *L'allenatore dà la palla a Karim.* → *L'allenatore gli dà la palla.*
- *Scrivo un messaggio a Lina.* → *Le scrivo un messaggio.*
- *L'arbitro spiega le regole a noi.* → *L'arbitro ci spiega le regole.*
Le forme dei pronomi indiretti
Ogni pronome indiretto ha una forma atona (breve, senza accento, sempre vicina al verbo) e una forma tonica (con la preposizione a, più forte). Nella frase normale si usa la forma atona.
| Persona | Forma tonica | Forma atona | Esempio con la forma atona | |---|---|---|---| | io | a me | mi | *Mi passi la palla?* | | tu | a te | ti | *Ti do un consiglio.* | | lui | a lui | gli | *Gli telefono stasera.* | | lei | a lei | le | *Le mando le foto della gara.* | | Lei (cortesia) | a Lei | Le | *Signor Rossi, Le presento la squadra.* | | noi | a noi | ci | *Il mister ci spiega la tattica.* | | voi | a voi | vi | *Vi presto il mio pallone.* | | loro | a loro | gli / loro | *Gli porto le maglie.* / *Porto loro le maglie.* |
Diretti e indiretti: che cosa cambia?
Confronta i due gruppi. Solo la terza persona è diversa: *mi, ti, ci, vi* servono sia come pronomi diretti sia come pronomi indiretti.
| Persona | Pronome diretto | Pronome indiretto | |---|---|---| | io | mi (*mi chiama*) | mi (*mi telefona*) | | tu | ti (*ti vede*) | ti (*ti scrive*) | | lui | lo (*lo aiuto*) | gli (*gli rispondo*) | | lei | la (*la invito*) | le (*le parlo*) | | Lei | La (*La ringrazio*) | Le (*Le scrivo*) | | noi | ci (*ci saluta*) | ci (*ci sorride*) | | voi | vi (*vi aspetto*) | vi (*vi telefono*) | | loro | li / le (*li alleno*, *le applaudo*) | gli / loro (*gli parlo*, *parlo loro*) |
Il pronome della terza persona plurale
Per «a loro» (maschile e femminile) ci sono due forme, tutte e due corrette:
- **gli**, prima del verbo, è la forma più usata oggi, nella lingua parlata e anche in quella scritta: *Ho visto i tifosi e gli ho regalato una sciarpa.*
- **loro**, dopo il verbo e senza preposizione, è più formale: *Ho visto i tifosi e ho regalato loro una sciarpa.*
Per un gruppo di donne si usa sempre gli o loro, mai *le*: il pronome indiretto *le* è solo singolare.
- *Ho incontrato le atlete e gli ho fatto i complimenti.*
- *Ho incontrato le atlete e ho fatto loro i complimenti.*
Le forme toniche
La forma tonica si usa per mettere in rilievo la persona, per fare un contrasto, dopo *anche* e *neanche* e nelle risposte senza verbo:
- *Il mister ha dato la fascia di capitano a me, non a te.*
- *«A chi hai passato la palla?» «A lui, al numero dieci.»*
- *Anche a noi piace il calcio.*
La forma di cortesia «Le»
Con una persona a cui diamo del Lei (un professore, un medico, un dirigente) usiamo Le, sia per un uomo sia per una donna. Nelle lettere si scrive spesso con la maiuscola:
- *Signora Bianchi, Le telefono domani per l'iscrizione.*
- *Professore, Le posso fare una domanda?*
Errori frequenti
- *Ho visto Sara e gli ho dato il biglietto.* → *Ho visto Sara e le ho dato il biglietto.* (nell'italiano scritto standard per una donna si usa le; *gli* per una donna si sente nel parlato colloquiale, ma non va usato nello scritto)
- *Lo do la palla.* → *Gli do la palla.* (si dà la palla a qualcuno: pronome indiretto)
- *Telefono lui stasera.* → *Gli telefono stasera.* oppure *Telefono a lui stasera.* (la forma tonica vuole la preposizione a)
- *Ho incontrato le ragazze e le ho detto la verità.* → *Ho incontrato le ragazze e gli ho detto la verità.* (al plurale: gli o loro)
- *Signor direttore, ti scrivo per…* → *Signor direttore, Le scrivo per…* (registro formale)
2. I verbi che reggono il complemento di termine
Come riconoscere un verbo «indiretto»
Un verbo vuole il pronome indiretto quando la persona è introdotta dalla preposizione a: *dare qualcosa a qualcuno*, *telefonare a qualcuno*. Il modo più sicuro è imparare ogni verbo con la sua costruzione, come la trovi nel dizionario. Spesso il francese aiuta: *téléphoner à*, *répondre à*, *demander à* hanno la stessa costruzione dell'italiano.
Gruppo 1: dare qualcosa a qualcuno
Questi verbi hanno spesso due complementi: un oggetto (che cosa?) e una persona (a chi?). Il pronome indiretto sostituisce sempre la persona.
| Verbo | Costruzione | Esempio con il pronome | |---|---|---| | dare | dare qualcosa a qualcuno | *L'arbitro gli dà il cartellino giallo.* | | dire | dire qualcosa a qualcuno | *Le dico la verità.* | | passare | passare la palla a qualcuno | *Gli passo la palla.* | | mandare | mandare qualcosa a qualcuno | *Ti mando il video della partita.* | | regalare | regalare qualcosa a qualcuno | *Ci hanno regalato due biglietti.* | | prestare | prestare qualcosa a qualcuno | *Mi presti le scarpe da corsa?* | | mostrare | mostrare qualcosa a qualcuno | *Il mister vi mostra lo schema.* | | spiegare | spiegare qualcosa a qualcuno | *Gli spiego le regole del gioco.* | | insegnare | insegnare qualcosa a qualcuno | *Mio padre mi ha insegnato a nuotare.* | | chiedere | chiedere qualcosa a qualcuno | *I tifosi le chiedono un autografo.* | | offrire | offrire qualcosa a qualcuno | *Il club gli offre un contratto.* | | portare | portare qualcosa a qualcuno | *Ti porto una bottiglia d'acqua.* |
Gruppo 2: solo «a qualcuno»
Questi verbi non hanno un complemento oggetto di persona: la persona è sempre introdotta da a.
| Verbo | Esempio | |---|---| | telefonare a qualcuno | *Domani le telefono.* | | rispondere a qualcuno | *Non gli ho ancora risposto.* | | parlare a qualcuno | *Il capitano ci parla prima della partita.* | | sorridere a qualcuno | *La campionessa gli sorride.* | | obbedire a qualcuno | *I giocatori gli obbediscono.* | | credere a qualcuno | *Non ti credo!* |
Attenzione: verbi che in italiano sono diretti
Alcuni verbi italiani reggono il complemento oggetto, cioè la persona senza preposizione. Con questi verbi si usano lo, la, li, le e non *gli*:
| Verbo diretto | Esempio corretto | Forma sbagliata | |---|---|---| | aiutare qualcuno | *Il capitano lo aiuta.* | gli aiuta | | ascoltare qualcuno | *I giocatori lo ascoltano.* | gli ascoltano | | aspettare qualcuno | *Lo aspettiamo all'uscita.* | gli aspettiamo | | ringraziare qualcuno | *Lo ringrazio per l'aiuto.* | gli ringrazio | | chiamare qualcuno | *Lo chiamo stasera.* | gli chiamo | | incontrare qualcuno | *Li incontro in palestra.* | gli incontro | | allenare qualcuno | *Le ragazze? Il mister le allena ogni giorno.* | gli allena | | salutare qualcuno | *L'arbitro li saluta.* | gli saluta |
Chiamare o telefonare?
I due verbi hanno quasi lo stesso significato, ma una costruzione diversa:
- *Chiamo Sara.* → *La chiamo.* (chiamare qualcuno: pronome diretto)
- *Telefono a Sara.* → *Le telefono.* (telefonare a qualcuno: pronome indiretto)
- *Chiamo i miei amici.* → *Li chiamo.*
- *Telefono ai miei amici.* → *Gli telefono.* oppure *Telefono loro.*
Un esempio completo
- *Dopo la partita l'allenatore parla ai giocatori: gli spiega gli errori, li ringrazia per l'impegno e gli dà appuntamento per l'allenamento di lunedì.*
In questa frase *gli* (due volte) sostituisce «ai giocatori» con *spiegare* e *dare*, mentre *li* sostituisce «i giocatori» con *ringraziare*, che è un verbo diretto.
Errori frequenti
- *Lo telefono domani.* → *Gli telefono domani.*
- *Lo chiedo il numero.* → *Gli chiedo il numero.*
- *Gli aiuto con i compiti.* → *Lo aiuto con i compiti.*
- *La rispondo subito.* → *Le rispondo subito.*
- *Gli ringraziamo per il regalo.* → *Lo ringraziamo per il regalo.*
3. Piacere, sembrare, mancare e i verbi simili
Come funziona «piacere»
Con *piacere* la costruzione è «rovesciata» rispetto al francese *aimer*: la cosa che piace è il soggetto del verbo, mentre la persona è il complemento di termine.
- *A Yacine piace il calcio.* → *Gli piace il calcio.* (soggetto: il calcio)
- *A Lina piacciono le gare di nuoto.* → *Le piacciono le gare di nuoto.* (soggetto: le gare)
Per questo il verbo si accorda con la cosa, non con la persona:
- cosa singolare o infinito → **piace**: *Mi piace la pallavolo.* *Mi piace correre.*
- cosa plurale → **piacciono**: *Mi piacciono gli sport di squadra.*
Tabella di «piacere» con i pronomi
| A chi? | Cosa singolare o infinito | Cosa plurale | |---|---|---| | a me | *mi piace il tennis* | *mi piacciono le partite* | | a te | *ti piace nuotare* | *ti piacciono i tornei* | | a lui | *gli piace il calcio* | *gli piacciono i derby* | | a lei | *le piace la corsa* | *le piacciono le Olimpiadi* | | a Lei | *Le piace lo sport?* | *Le piacciono le partite di calcio?* | | a noi | *ci piace vincere* | *ci piacciono le sfide* | | a voi | *vi piace la squadra?* | *vi piacciono i nuovi giocatori?* | | a loro | *gli piace giocare* (*piace loro giocare*) | *gli piacciono le coppe* (*piacciono loro le coppe*) |
Nella frase negativa *non* va prima del pronome: *Non mi piace perdere.* Nella risposta breve si usa spesso la forma tonica: *«Ti piace il nuoto?» «A me sì, a mio fratello no.»*
Il passato prossimo di «piacere»
*Piacere* forma il passato prossimo con l'ausiliare essere. Il participio si accorda con il soggetto, cioè con la cosa che piace, e non con il pronome:
- *Mi è piaciuto il torneo.*
- *Le è piaciuto il torneo.* (le = a Lina, ma *torneo* è maschile)
- *Gli è piaciuta la finale.* (gli = a Karim, ma *finale* è femminile)
- *Ci sono piaciuti i tifosi algerini.*
- *Vi sono piaciute le gare di atletica?*
Altri verbi con la stessa costruzione
| Verbo | Significato | Esempio | |---|---|---| | sembrare | parere | *La partita mi è sembrata lunga.* | | mancare | non esserci; sentire la mancanza | *Ci mancano due giocatori.* | | servire | essere necessario | *Ti servono le scarpe nuove?* | | bastare | essere sufficiente | *Ci basta un pareggio.* | | interessare | suscitare interesse | *Non mi interessa la Formula 1.* | | dispiacere | rincrescere | *Mi dispiace, ho sbagliato il rigore.* | | fare male | causare dolore | *Mi fa male il ginocchio.* | | restare | rimanere | *Ci restano dieci minuti.* |
Anche qui il verbo è al plurale se la cosa è plurale: *Mi fanno male le gambe.* *Gli servono due biglietti.* *Ci restano tre partite.*
Attenzione a mancare con le persone: *Mi manchi* vuol dire che il soggetto è *tu* («sento la tua mancanza»), come il francese *tu me manques*. Allo stesso modo *Ci mancate* = noi sentiamo la vostra mancanza.
Errori frequenti
- *Io piace il calcio.* → *Mi piace il calcio.* (la persona è un complemento di termine, non il soggetto)
- *Lui piace il tennis.* → *Gli piace il tennis.*
- *Mi piace le partite.* → *Mi piacciono le partite.* (soggetto plurale)
- *Mi ha piaciuto la gara.* → *Mi è piaciuta la gara.* (ausiliare essere e accordo con la gara)
- *Le è piaciuta il torneo.* → *Le è piaciuto il torneo.* (accordo con il torneo, non con lei)
- *A me mi piace il calcio* è un uso colloquiale: nello scritto scegli *A me piace il calcio* oppure *Mi piace il calcio*.
4. La posizione del pronome indiretto e i verbi modali
Con un verbo coniugato: prima del verbo
Il pronome indiretto atono si mette prima del verbo coniugato. Nella frase negativa *non* va prima del pronome.
- *Gli passo la palla.*
- *Non gli passo la palla.*
- *Le hai telefonato?*
- *Ci spiegate le regole?*
Nei tempi composti: prima dell'ausiliare
Nel passato prossimo il pronome va prima dell'ausiliare (*ho, sei, abbiamo…*):
- *Gli ho passato la palla.*
- *Non le abbiamo ancora risposto.*
- *Vi hanno dato le medaglie?*
Con l'infinito: attaccato alla fine
Con un infinito il pronome si attacca alla fine del verbo, che perde la -e finale: *passare + gli → passargli*, *dire + le → dirle*, *spiegare + ci → spiegarci*.
- *Per spiegargli la tattica, il mister usa una lavagna.*
- *È difficile dirle di no.*
- *Ho deciso di scriverti una lettera.*
Con i verbi modali: due posizioni corrette
Con dovere, potere, volere + infinito il pronome può andare prima del verbo modale oppure attaccato all'infinito. Le due costruzioni sono tutte e due corrette e hanno lo stesso significato: scegli quella che preferisci, ma usa sempre una sola posizione.
| Prima del modale | Attaccato all'infinito | |---|---| | *Gli devo parlare.* | *Devo parlargli.* | | *Ti posso fare una domanda?* | *Posso farti una domanda?* | | *Le vogliamo regalare una maglia.* | *Vogliamo regalarle una maglia.* | | *Non ci potete dire il risultato?* | *Non potete dirci il risultato?* | | *Gli ho dovuto telefonare.* | *Ho dovuto telefonargli.* |
Sono invece sbagliate queste frasi:
- *Devo gli parlare.* (il pronome non va tra il modale e l'infinito)
- *Gli devo parlargli.* (il pronome non si ripete due volte)
- *Devo parlare gli.* (il pronome non resta separato dopo l'infinito)
Il pronome loro è diverso: si mette sempre dopo l'infinito, staccato, e non si attacca mai: *Devo parlare loro.* *Vogliamo regalare loro una maglia.*
Con l'imperativo
Con l'imperativo di tu, noi, voi il pronome si attacca alla fine:
- *Passagli la palla!*
- *Scrivetele un messaggio!*
- *Diciamogli la verità!*
Con le forme brevi *da', di', fa', sta', va'* la consonante del pronome raddoppia: *dammi, dimmi, dille, dacci, fammi*. Il pronome gli però non raddoppia mai: *dagli, digli, fagli*.
All'imperativo negativo di *tu* (non + infinito) le due posizioni sono corrette: *Non passargli la palla!* oppure *Non gli passare la palla!* Con la forma di cortesia (Lei) il pronome va prima del verbo: *Mi dica.* *Gli dia il modulo, per favore.*
Riepilogo
| Forma del verbo | Posizione del pronome | Esempio | |---|---|---| | verbo coniugato | prima | *Gli scrivo.* | | tempo composto | prima dell'ausiliare | *Gli ho scritto.* | | infinito | attaccato | *È bello scrivergli.* | | modale + infinito | prima del modale o attaccato | *Gli devo scrivere.* / *Devo scrivergli.* | | imperativo (tu, noi, voi) | attaccato | *Scrivigli!* | | imperativo (Lei) | prima | *Gli scriva.* |
5. Diretto o indiretto? Tempi composti e accordo del participio
La regola dell'accordo
Nei tempi composti con l'ausiliare avere, il participio passato si accorda con i pronomi diretti di terza persona *lo, la, li, le* messi prima del verbo (e anche con *ne*). Con i pronomi indiretti il participio non si accorda mai: resta in -o.
- *Ho visto Sara.* → *L'ho vista.* (diretto: accordo)
- *Ho telefonato a Sara.* → *Le ho telefonato.* (indiretto: nessun accordo)
Tabella di confronto
| Frase | Con il pronome | Pronome | Accordo | |---|---|---|---| | *Ho incontrato l'allenatrice.* | *L'ho incontrata.* | diretto (la) | sì | | *Ho parlato all'allenatrice.* | *Le ho parlato.* | indiretto (le) | no | | *Abbiamo applaudito i campioni.* | *Li abbiamo applauditi.* | diretto (li) | sì | | *Abbiamo fatto i complimenti ai campioni.* | *Gli abbiamo fatto i complimenti.* | indiretto (gli) | no | | *Il mister ha ringraziato le ragazze.* | *Il mister le ha ringraziate.* | diretto (le) | sì | | *Il mister ha sorriso alle ragazze.* | *Il mister gli ha sorriso.* | indiretto (gli) | no |
Le due «le»
La parola *le* può essere due pronomi diversi:
- *Le ho viste allo stadio.* Qui *le* = le ragazze: pronome **diretto**, femminile plurale, e il participio si accorda (*viste*).
- *Le ho parlato allo stadio.* Qui *le* = a lei: pronome **indiretto**, femminile singolare, e il participio resta in -o (*parlato*).
Un trucco: se puoi sostituire *le* con «a lei», il pronome è indiretto e non c'è accordo.
L'apostrofo
Tra i pronomi di terza persona, solo *lo* e *la* perdono la vocale davanti alle forme di *avere* (davanti a una h o a una vocale): *l'ho visto*, *l'ho vista*, *l'abbiamo chiamata*. I pronomi indiretti *le* e *gli* non si elidono:
- *Le ho detto la verità.* (e non *L'ho detto la verità*, che vorrebbe dire «lo ho detto»)
- *Gli ho scritto ieri.*
Anche *li* e *le* diretti plurali restano interi: *li ho visti*, *le ho viste*.
Metodo in tre domande
- Il verbo regge «qualcuno» (diretto) o «a qualcuno» (indiretto)?
- La persona è maschile o femminile, singolare o plurale?
- Il tempo è composto con avere? Se il pronome è diretto (lo, la, li, le), accorda il participio; se è indiretto (mi, ti, gli, le, ci, vi), lascia il participio in -o.
Esempio: *Ho visto Lina e ho spiegato a Lina le regole del gioco.* → *L'ho vista e le ho spiegato le regole del gioco.*
Con i verbi modali e con piacere
Anche con un verbo modale il pronome indiretto non provoca accordo: *Le ho dovuto spiegare la regola.* *Gli abbiamo voluto fare una sorpresa.*
Con *piacere*, *sembrare*, *mancare* l'ausiliare è essere e il participio si accorda con il soggetto (la cosa), non con il pronome indiretto: *Le è piaciuta la gara.* *Gli è sembrato facile l'esercizio.*
Errori frequenti
- *Le ho telefonata.* → *Le ho telefonato.* (telefonare a: indiretto)
- *Gli abbiamo scritti.* → *Gli abbiamo scritto.*
- *Sara? L'ho incontrato.* → *Sara? L'ho incontrata.* (la diretto: accordo obbligatorio)
- *L'ho detto la verità.* → *Le ho detto la verità.*
- *Ho visto le ragazze e gli ho salutate.* → *Ho visto le ragazze e le ho salutate.* (salutare qualcuno: diretto)
6. I pronomi combinati: me lo, te lo, glielo
Quando i pronomi si combinano
Nella stessa frase possiamo avere un pronome indiretto (a chi?) e un pronome diretto *lo, la, li, le* (che cosa?) oppure *ne*. I due pronomi formano un gruppo, il pronome combinato:
- *Mi presti la maglia?* → *Sì, te la presto.* (ti + la)
- *Hai dato il pallone a Karim?* → *Sì, gliel'ho dato.* (gli + lo)
Il programma chiede soprattutto di riconoscere queste forme e di capirle nei testi.
Le regole di formazione
- L'ordine è sempre: **indiretto + diretto** (o *ne*).
- Davanti a *lo, la, li, le, ne* la **-i** di *mi, ti, ci, vi* diventa **-e**: *me, te, ce, ve*.
- *Gli*, *le* e *Le* diventano tutti **glie-** e si scrivono attaccati: *glielo, gliela, glieli, gliele, gliene*.
| Indiretto | + lo | + la | + li | + le | + ne | |---|---|---|---|---|---| | mi | me lo | me la | me li | me le | me ne | | ti | te lo | te la | te li | te le | te ne | | gli / le / Le | glielo | gliela | glieli | gliele | gliene | | ci | ce lo | ce la | ce li | ce le | ce ne | | vi | ve lo | ve la | ve li | ve le | ve ne |
Con loro non c'è forma combinata: il pronome diretto va prima del verbo e *loro* dopo: *Lo do loro.* (più comune: *Glielo do.*) Anche il riflessivo *si* diventa *se*: *Karim si mette la maglia.* → *Karim se la mette.*
Esempi nel mondo dello sport
- *«Chi ci porta i palloni?» «Ve li porta il magazziniere.»*
- *«Mi spieghi la regola del fuorigioco?» «Te la spiego dopo.»*
- *«Hai parlato della partita al preside?» «Sì, gliene ho parlato.»*
- *«Quanti biglietti ti servono?» «Me ne servono due.»*
«Glielo» per tutti
*Glielo* (e le altre forme in *glie-*) è uguale per lui, per lei, per Lei e per loro: *Glielo dico* può voler dire «lo dico a lui», «lo dico a lei», «lo dico a Lei» o «lo dico a loro». Il contesto chiarisce il significato.
Nei tempi composti
Il participio si accorda con il pronome diretto del gruppo (lo, la, li, le), come sempre; il pronome indiretto non conta. *Lo* e *la* si elidono davanti alle forme di *avere* che cominciano con h o con una vocale (*ho, hai, ha, abbiamo, avete, hanno*):
- *La maglia? Te l'ho data ieri.*
- *I palloni? Glieli ho portati stamattina.*
- *Le scarpe? Me le hai comprate tu.*
- *La notizia? Gliel'abbiamo detta subito.*
La posizione
È la stessa dei pronomi semplici:
- prima del verbo coniugato: *Te lo dico.* *Non glielo do.*
- attaccato all'infinito: *Voglio dirtelo.* *È meglio spiegarglielo.*
- con i modali, due posizioni corrette: *Te lo devo dire.* / *Devo dirtelo.* *Glielo posso spiegare.* / *Posso spiegarglielo.*
- attaccato all'imperativo (tu, noi, voi): *Dammelo!* *Diglielo!* *Passagliela!*
- imperativo negativo di tu, due posizioni corrette: *Non dirglielo!* / *Non glielo dire!*
- prima del verbo con la forma di cortesia: *Me lo dica.*
Errori frequenti
- *Gli lo do.* → *Glielo do.* (gli + lo = glielo, una sola parola)
- *Mi lo dai?* → *Me lo dai?* (mi diventa me)
- *Lo ti presto.* → *Te lo presto.* (prima l'indiretto, poi il diretto)
- *Le lo dico.* → *Glielo dico.* (anche le diventa glie-)
- *La maglia? Te l'ho dato.* → *La maglia? Te l'ho data.* (accordo con la)
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