Dimostrativi e gradi dell'aggettivo

أسماء الإشارة ودرجات الصفة: يشرح هذا الدرس questo و quello بكلّ صيغهما صفةً وضميراً، ثمّ المقارنة بالزيادة والنقصان مع di و che، والمقارنة بالمساواة، والتفضيل النسبي والمطلق، والصيغ الخاصة مثل migliore و ottimo.

يتكوّن الدرس من 6 أجزاء: 1. Gli aggettivi dimostrativi: questo e quello، 2. I pronomi dimostrativi: questo, quello, ciò، 3. Il comparativo di maggioranza e di minoranza: di o che?، 4. Il comparativo di uguaglianza: così… come, tanto… quanto، 5. Il superlativo relativo e il superlativo assoluto، 6. Comparativi e superlativi irregolari; migliore o meglio?.

1. Gli aggettivi dimostrativi: questo e quello

A che cosa servono i dimostrativi

I dimostrativi indicano dove si trova una persona o una cosa rispetto a chi parla, nello spazio o nel tempo. In italiano ci sono due dimostrativi principali:

  • **questo** indica qualcosa di **vicino** a chi parla (qui, qua);
  • **quello** indica qualcosa di **lontano** da chi parla e da chi ascolta (lì, là).

Quando accompagnano un nome sono aggettivi dimostrativi e si accordano con il nome in genere e numero. In un negozio di abbigliamento li sentiamo in ogni frase:

  • *Questa giacca è comoda.* (la giacca che ho in mano)
  • *Quella giacca in vetrina è elegante.* (la giacca lontana da me)
  • *Questi pantaloni sono stretti, quei pantaloni sono larghi.*

Il dimostrativo prende il posto dell'articolo: si dice *questa giacca*, mai *la questa giacca*.

Questo: quattro forme regolari

| Genere | Singolare | Plurale | |---|---|---| | Maschile | questo | questi | | Femminile | questa | queste |

  • *Questo maglione è di lana.*
  • *Questa cravatta è di seta.*
  • *Questi stivali sono nuovi.*
  • *Queste scarpe sono troppo strette.*

Davanti a una vocale, al singolare, si usa spesso la forma con l'apostrofo quest': *quest'anno*, *quest'estate*, *quest'abito*. Al plurale non c'è mai l'apostrofo: *questi abiti*, *queste estati*.

Alcune parole di tutti i giorni sono nate da *questa*: stamattina (questa mattina), stasera (questa sera), stanotte (questa notte), stavolta (questa volta).

Quello: si comporta come l'articolo determinativo

L'aggettivo quello cambia forma come l'articolo determinativo: la sua forma dipende dalla parola che lo segue. Se sai scegliere l'articolo, sai scegliere anche la forma di quello.

| Articolo | Dimostrativo | Davanti a | Esempio | |---|---|---|---| | il | quel | consonante semplice | *quel cappotto* | | lo | quello | s + consonante, z, gn, ps, y | *quello zaino*, *quello sport* | | l' (maschile) | quell' | vocale | *quell'abito* | | la | quella | consonante | *quella gonna* | | l' (femminile) | quell' | vocale | *quell'amica* | | i | quei | consonante semplice | *quei pantaloni* | | gli | quegli | vocale, s + consonante, z… | *quegli stivali*, *quegli occhiali* | | le | quelle | consonante e vocale | *quelle scarpe*, *quelle amiche* |

Attenzione: conta la parola che viene subito dopo il dimostrativo, non sempre il nome:

  • *quello zaino*, ma *quel grande zaino*
  • *quegli stivali*, ma *quei nuovi stivali*
  • *quell'abito*, ma *quel vecchio abito*

Lo stesso schema vale per l'aggettivo bello: *bel cappotto, bello zaino, bell'abito, bei pantaloni, begli stivali*.

Rafforzare il dimostrativo

Per indicare con più precisione la distanza si aggiungono dopo il nome gli avverbi qui / qua (vicino) e lì / là (lontano):

  • *Prendo questa camicia qui.*
  • *Mi fa vedere quel vestito lì, per favore?*

Errori frequenti

  • Sbagliato: *quello cappotto*. Giusto: *quel cappotto* (il cappotto).
  • Sbagliato: *quel zaino*. Giusto: *quello zaino* (lo zaino).
  • Sbagliato: *quei stivali*. Giusto: *quegli stivali* (gli stivali).
  • Sbagliato: *quelli pantaloni*. Giusto: *quei pantaloni* (*quelli* si usa solo da solo, come pronome).
  • Sbagliato: *questo gonna*. Giusto: *questa gonna* (gonna è femminile).
  • Attenzione al francese: *ce, cet, cette, ces* non distinguono il vicino e il lontano; l'italiano invece sceglie sempre tra *questo* e *quello*: *ce manteau-ci* = *questo cappotto*, *ce manteau-là* = *quel cappotto*.

2. I pronomi dimostrativi: questo, quello, ciò

Il dimostrativo senza nome

Quando il nome è già chiaro e non vogliamo ripeterlo, il dimostrativo resta da solo e diventa pronome dimostrativo. Il pronome si accorda in genere e numero con il nome che sostituisce.

  • *Ti piace questa giacca? — No, preferisco quella.*
  • *Quale cappotto prendi? — Prendo questo.*
  • *Questi jeans sono troppo larghi; quelli sono perfetti.*

| Distanza | Maschile singolare | Femminile singolare | Maschile plurale | Femminile plurale | |---|---|---|---|---| | Vicino | questo | questa | questi | queste | | Lontano | quello | quella | quelli | quelle |

Il pronome «quello» ha solo le forme piene

Le forme brevi quel, quell', quei e quegli si usano solo davanti a un'altra parola. Quando il dimostrativo è da solo si usano sempre le forme piene quello, quella, quelli, quelle:

  • *Quale cappotto compri? — Quello lungo.* (non *quel lungo*)
  • *Quali pantaloni provi? — Quelli neri.* (non *quei neri*)
  • *Quali occhiali preferisci? — Quelli da sole.* (non *quegli da sole*)

Quello + aggettivo, quello di, quelli che

Il pronome *quello* si usa molto in queste costruzioni:

  • **quello + aggettivo**: *Non voglio la borsa nera, voglio quella marrone.*
  • **quello di + persona** (possesso): *La mia sciarpa è rossa, quella di Sara è grigia.*
  • **quello di + materiale**: *Le scarpe di pelle durano più di quelle di tela.*
  • **quelli che** (le persone che): *Quelli che vanno ai saldi il primo giorno trovano più scelta.*

Il valore neutro: questo, quello, ciò

Al maschile singolare *questo* e *quello* possono indicare una cosa, un fatto, un'idea in generale (valore neutro):

  • *Questo è molto importante.* (questa cosa)
  • *Non ho capito quello che hai detto.* (la cosa che hai detto)

Con lo stesso valore si usa ciò: è invariabile, è sempre pronome e appartiene a un registro un po' più formale.

  • *Ciò che conta è sentirsi bene con i propri vestiti.*
  • *Ciò non è vero.*
  • *Il negozio chiude per sempre: ciò mi dispiace molto.*

Attenzione: *ciò* non si mette mai davanti a un nome. Si dice *questo vestito*, mai *ciò vestito*.

In un negozio di abbigliamento

  • Commessa: *Buongiorno, posso aiutarla?*
  • Cliente: *Sì, vorrei vedere quella giacca in vetrina.*
  • Commessa: *Quella blu o quella grigia?*
  • Cliente: *Quella grigia. Posso provare anche questi pantaloni?*
  • Commessa: *Certo, il camerino è lì in fondo.*
  • Cliente: *Questi sono un po' stretti. Avete quelli neri in una taglia più grande?*
  • Commessa: *Sì, ecco quelli della taglia 46.*

Errori frequenti

  • Sbagliato: *Preferisco quei.* Giusto: *Preferisco quelli.*
  • Sbagliato: *Quale cappotto prendi? — Quel lungo.* Giusto: *Quello lungo.*
  • Sbagliato: *ciò vestito*. Giusto: *questo vestito* (*ciò* è solo pronome).
  • Sbagliato: *Queste scarpe sono più comode di quelli.* Giusto: *… di quelle* (il pronome si accorda con *scarpe*, che è femminile plurale).

3. Il comparativo di maggioranza e di minoranza: di o che?

Confrontare due termini

Il comparativo confronta due termini rispetto a una qualità. Il primo termine ha la qualità in misura maggiore o in misura minore del secondo.

| Grado | Struttura | Esempio | |---|---|---| | maggioranza | più + aggettivo + di / che | *La giacca è più cara del maglione.* | | minoranza | meno + aggettivo + di / che | *Il cotone è meno caldo della lana.* |

La parola che introduce il secondo termine è di oppure che. La scelta segue regole precise.

Quando si usa «di»

Si usa di (semplice o articolata: del, dello, della, dei, degli, delle…) quando confrontiamo due persone, cose o gruppi diversi rispetto alla stessa qualità. Il secondo termine è un nome o un pronome:

  • *Marco è più alto di Luca.*
  • *La seta è più leggera della lana.*
  • *Questi stivali sono meno comodi delle scarpe da ginnastica.*
  • *Milano è più grande di Firenze.*

Dopo di si usa il pronome tonico: *di me, di te, di lui, di lei, di noi, di voi, di loro*.

  • *Mia sorella è più elegante di me.*
  • *Sei meno stanco di lui.*

Si usa di anche davanti a un numero:

  • *Questo cappotto costa più di duecento euro.*
  • *Nel negozio lavorano meno di dieci persone.*

Quando si usa «che»

Si usa che quando confrontiamo due elementi riferiti allo stesso soggetto o allo stesso verbo:

  • **due aggettivi**: *Questa gonna è più elegante che comoda.*
  • **due verbi all'infinito**: *Per me è più facile comprare un vestito che cucirlo.*
  • **due nomi che indicano quantità** (più o meno è davanti al primo nome): *Nel mio armadio ci sono più magliette che camicie.*
  • **due complementi con preposizione**: *In estate fa più caldo a Ouargla che a Orano.* / *Si spende meno al mercato che in centro.*
  • **due avverbi**, come nel proverbio: *Meglio tardi che mai.*

Un trucco per scegliere

  • Due soggetti diversi con la stessa qualità (Marco / Luca, la seta / la lana) → **di**.
  • Due qualità, due azioni, due quantità o due luoghi dello stesso soggetto → **che**.

In francese c'è sempre *que*; in italiano, davanti a un nome o a un pronome che è il secondo termine, la regola normale è di: *Marco est plus grand que Luc* = *Marco è più alto di Luca*.

Errori frequenti

  • Sbagliato: *Questa gonna è più elegante di comoda.* Giusto: *… più elegante che comoda* (due aggettivi).
  • Sbagliato: *Mia sorella è più alta di io.* Giusto: *… più alta di me* (pronome tonico).
  • Sbagliato: *La giacca è più cara di maglione.* Giusto: *… del maglione* (preposizione articolata).
  • Sbagliato: *È più alto come me.* Giusto: *È più alto di me* (*come* serve per l'uguaglianza).
  • Sbagliato: *In estate fa più caldo a Ouargla di a Orano.* Giusto: *… che a Orano.*

4. Il comparativo di uguaglianza: così… come, tanto… quanto

Due termini allo stesso livello

Il comparativo di uguaglianza dice che due termini hanno una qualità nella stessa misura. Con gli aggettivi ci sono due coppie, tutte e due corrette e con lo stesso significato:

| Struttura | Esempio | |---|---| | (così) + aggettivo + come | *Questa borsa è (così) cara come quella.* | | (tanto) + aggettivo + quanto | *Questa borsa è (tanto) cara quanto quella.* |

Nella lingua di tutti i giorni così e tanto spesso non si dicono:

  • *Sei alto come tuo padre.*
  • *Sei alto quanto tuo padre.*
  • *Il lino è fresco come il cotone.*
  • *Questo vestito è elegante quanto quello di seta.*

Impara bene le due coppie fisse: così… come e tanto… quanto.

Con i nomi: tanto… quanto si accordano

Quando confrontiamo due quantità, *tanto* e *quanto* diventano aggettivi e si accordano ciascuno con il proprio nome:

  • *In questo negozio ci sono tante gonne quanti pantaloni.* (tante → gonne, quanti → pantaloni)
  • *Ho comprato tanti jeans quante magliette.*
  • *Nel mio armadio ci sono tante camicie quante cravatte.*

Con i verbi: tanto quanto non cambia

Con un verbo, *tanto quanto* (oppure solo *quanto* o *come*) resta invariabile:

  • *Mia sorella studia tanto quanto me.*
  • *Lavoro quanto te.*
  • *Nessuno cucina come mia madre.*

Il pronome dopo come e quanto

Dopo come e quanto si usa il pronome tonico, come dopo una preposizione:

  • *Sei elegante come me.*
  • *Lei è brava quanto te.*
  • *Noi siamo stanchi come loro.*

Altre espressioni di uguaglianza

  • **uguale a**: *Il mio vestito è uguale al tuo.*
  • **lo stesso… di**: *Ho lo stesso zaino di Sara.*
  • **non… così… come** (= meno): *Il cotone non è così caldo come la lana.* Questa frase significa che il cotone è **meno** caldo della lana.

Errori frequenti

  • Sbagliato: *Sei elegante come io.* Giusto: *Sei elegante come me* (pronome tonico).
  • Sbagliato: *È più alto come me.* Giusto: *È alto come me* (uguaglianza) oppure *È più alto di me* (maggioranza).
  • Sbagliato: *Ho comprato tanti magliette quanti pantaloni.* Giusto: *tante magliette quanti pantaloni* (accordo con il nome).
  • Sbagliato: *Mio fratello è tanto alto che mio padre.* Giusto: *… tanto alto quanto mio padre* (*tanto… che* esprime una conseguenza, non un confronto).

5. Il superlativo relativo e il superlativo assoluto

Il superlativo relativo

Il superlativo relativo dice che una persona o una cosa ha una qualità al grado più alto (o più basso) all'interno di un gruppo.

| Struttura | Esempio | |---|---| | articolo + più + aggettivo + di | *Amina è la più elegante della classe.* | | articolo + meno + aggettivo + di | *Questi sono i meno cari del negozio.* | | articolo + nome + più + aggettivo + tra / fra | *È il vestito più bello tra quelli in vetrina.* |

Il gruppo si introduce con di (spesso articolata) oppure con tra / fra:

  • *È il negozio più famoso di Milano.*
  • *Karim è il più bravo di tutti.*
  • *Questa è la sciarpa meno cara fra tutte.*
  • *È la stilista più giovane tra le sue colleghe.*

Quando c'è il nome, l'articolo va davanti al nome e non si ripete: *la ragazza più alta della classe*. Non si dice *la ragazza la più alta*, come in francese (*la fille la plus grande*).

Dopo un superlativo relativo si trova spesso una frase con che e il congiuntivo, da riconoscere: *È il film più bello che io abbia mai visto.*

Il superlativo assoluto

Il superlativo assoluto esprime una qualità al grado massimo, senza confronto con un gruppo.

1. Il suffisso -issimo

Si prende il maschile plurale dell'aggettivo, si toglie la -i finale e si aggiunge -issimo:

| Aggettivo | Maschile plurale | Superlativo | |---|---|---| | bello | belli | bellissimo | | caro | cari | carissimo | | elegante | eleganti | elegantissimo | | facile | facili | facilissimo | | ricco | ricchi | ricchissimo | | lungo | lunghi | lunghissimo | | simpatico | simpatici | simpaticissimo | | vecchio | vecchi | vecchissimo |

Il superlativo in -issimo ha sempre quattro forme, anche quando l'aggettivo di partenza ne ha due: *un abito elegantissimo, una gonna elegantissima, abiti elegantissimi, gonne elegantissime*.

2. Altri modi

  • **molto / assai / estremamente** + aggettivo: *un cappotto molto caldo*, *una borsa assai cara*.
  • alcuni **prefissi**: *strapieno, superveloce, ultramoderno, arcinoto*.
  • la **ripetizione** dell'aggettivo, nella lingua parlata: *un maglione caldo caldo*.
  • anche gli avverbi hanno il superlativo: *benissimo, malissimo, prestissimo, tardissimo, moltissimo, pochissimo*.

Alcuni aggettivi hanno già un significato assoluto e di solito non hanno superlativo: *unico, eterno, infinito*.

Errori frequenti

  • Sbagliato: *molto bellissimo*. Giusto: *bellissimo* oppure *molto bello*.
  • Sbagliato: *il più bellissimo*. Giusto: *il più bello*.
  • Sbagliato: *la ragazza la più elegante*. Giusto: *la ragazza più elegante*.
  • Sbagliato: *simpatichissimo*. Giusto: *simpaticissimo* (dal plurale *simpatici*).
  • Sbagliato: *lungissimo*. Giusto: *lunghissimo* (dal plurale *lunghi*).
  • Sbagliato: *una gonna carissimo*. Giusto: *una gonna carissima*.

6. Comparativi e superlativi irregolari; migliore o meglio?

Due forme, tutte e due corrette

Quattro aggettivi molto comuni hanno, accanto alle forme regolari, anche forme irregolari che vengono dal latino. Le due forme sono tutte e due corrette in italiano standard.

| Aggettivo | Comparativo | Superlativo relativo | Superlativo assoluto | |---|---|---|---| | buono | più buono / migliore | il più buono / il migliore | buonissimo / ottimo | | cattivo | più cattivo / peggiore | il più cattivo / il peggiore | cattivissimo / pessimo | | grande | più grande / maggiore | il più grande / il maggiore | grandissimo / massimo | | piccolo | più piccolo / minore | il più piccolo / il minore | piccolissimo / minimo |

Come si usano le forme irregolari

  • **migliore / peggiore** si usano molto per la qualità e il valore: *Questo tessuto è migliore di quello.* / *È il peggiore affare della mia vita.*
  • **ottimo / pessimo** sono comunissimi: *un'ottima idea*, *un pessimo carattere*.
  • **maggiore / minore** si usano spesso per l'età in famiglia e per le cose astratte: *mio fratello maggiore*, *la sorella minore*, *il problema maggiore*, *la maggior parte degli studenti*.
  • **massimo / minimo** indicano spesso un limite: *la temperatura massima*, *il prezzo minimo*, *al massimo*.
  • Per la grandezza fisica di solito si usano le forme regolari: *Questo zaino è più grande di quello.*

Davanti a un nome *migliore, peggiore, maggiore, minore* possono perdere la -e finale: *il miglior amico* (o *il migliore amico*), *la maggior parte*.

Attenzione: *migliore, peggiore, maggiore, minore* sono già comparativi, quindi non vogliono *più*. *Ottimo, pessimo, massimo, minimo* sono già superlativi, quindi non vogliono *molto* né *-issimo*.

Gli avverbi: bene, male, molto, poco

| Avverbio | Comparativo | Superlativo assoluto | |---|---|---| | bene | meglio | benissimo | | male | peggio | malissimo | | molto | più | moltissimo | | poco | meno | pochissimo |

Migliore o meglio? Peggiore o peggio?

  • **migliore** e **peggiore** sono **aggettivi**: accompagnano un nome e si accordano nel numero (*migliore / migliori*). *Questa è la soluzione migliore.* / *Sono i tessuti migliori del negozio.*
  • **meglio** e **peggio** sono **avverbi**: accompagnano un verbo e non cambiano mai. *Mia sorella cuce meglio di me.* / *Oggi sto peggio di ieri.*
  • **meglio** si usa anche in espressioni come *è meglio* + infinito: *È meglio provare la giacca prima di comprarla.* / *Meglio tardi che mai.*

Errori frequenti

  • Sbagliato: *più migliore*. Giusto: *migliore* oppure *più buono*.
  • Sbagliato: *molto ottimo*. Giusto: *ottimo* oppure *molto buono*.
  • Sbagliato: *Canta migliore di me.* Giusto: *Canta meglio di me* (con un verbo serve l'avverbio).
  • Sbagliato: *i vestiti migliore*. Giusto: *i vestiti migliori* (accordo al plurale).
  • Sbagliato: *più meglio*. Giusto: *meglio*.

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